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Qual è lo skillset ideale per le aziende impegnate nella digital transformation?

da | Mar 3, 2022 | Blog

“Quando parliamo di competenze tecniche non parliamo solamente di fill the gap, ma parliamo di portare dentro le nostre aziende un potenziale d’innovazione, evoluzione, e trasformazione” così Alessandro Donadio (Associate Partner presso EY, e autore del suo ultimo libro “#Learning Organization”) apre il sesto appuntamento di HRmeetsDEV, un’occasione di confronto tra figure professionali del campo HR e tecnologico, per parlare di come individuare le competenze necessarie per la trasformazione digitale e investire nei talenti tech.

Secondo l’Indagine Netnografica sulle Professioni del Futuro (2022) realizzata da InTribe, negli ultimi 10 anni il 70% delle professioni è evoluto in ambito tecnologico-digitale e sono nate 128 professioni inesistenti agli inizi del ventunesimo secolo. Di queste, 12 professioni sono varianti della medesima figura professionale: lo sviluppatore.

La vera sfida di oggi per moltissime aziende è quella di trovare innanzitutto sviluppatori che abbiano uno skillset ideale, un insieme di competenze essenziali per mettere a terra e avviare progetti finalizzati alla trasformazione di processi interni, e che abbiano come obiettivo quello di far raggiungere una maggiore competitività dell’azienda nei confronti del proprio mercato di riferimento. 

L’accelerazione alla digitalizzazione ha spinto le aziende a dover assumere velocemente nuovi talenti basandosi solo su quelle che sono le hard skill, ovvero competenze altamente tecniche, tralasciando invece quelle che sono le soft skill, competenze meno tecniche che abilitano lo sviluppatore a collaborare virtuosamente con altri team all’interno dell’azienda.

Negli ultimi 10 anni, infatti, assieme alla crescita rapida di posti di lavoro per chiunque avesse competenze tecnologico-digitali, è anche evoluto il mondo del lavoro. Le aziende hanno infatti compreso che, assieme alle hard skills tipiche di ogni singolo ruolo, esistono soft skills specifiche che le persone devono necessariamente avere per essere dei veri e propri talenti.

È quanto è emerso anche da una recente indagine di LinkedIn (2021) che ha evidenziato che per l’80% delle aziende le soft skills sono sempre più importanti per il successo aziendale e addirittura per il 92% le competenze più soft siano più importanti delle hard skills.

Quindi, quali sono le soft skill trasversali che le aziende devono ricercare? 

Un recente sondaggio pubblicato da HR Executive (2021) ha rivelato le 5 competenze trasversali più richieste dai datori di lavoro: 

  1. l’abilità più richiesta è la capacità di fare squadra e lavorare in team (57%)
  2. seguono la comunicazione efficace (55%)
  3. il time management (46%)
  4. il problem solving (45%) 
  5. e, infine, la creatività (44%)

Quali principali competenze vengono invece richieste agli sviluppatori?

SOCIAL COLLABORATION Una competenza fondamentale per qualsiasi dipendente. L’abilità di saper collaborare tra colleghi, appartenenti al proprio team e non, al fine di lavorare insieme su progetti di natura interdipartimentale.

SPIRITO DI IMPRENDITORIALITÀ Lo sviluppatore deve dimostrare di voler far parte di una trasformazione e diventare motore di cambiamento, contribuendo attivamente allo sviluppo di nuove idee, progetti, e iniziative che possano supportare la creazione di nuove opportunità di business per l’azienda.

La riuscita nel portare innovazione in azienda non si limita al compimento di un processo di hiring, ma deve essere un investimento nelle proprie risorse a 360 gradi. 

Cosa possono fare le aziende per agevolare l’apprendimento di queste competenze?

DIGITAL ACADEMY Investire sulla formazione continua (continuous learning), significa dare l’opportunità ai propri dipendenti di formarsi direttamente in azienda seguendo un percorso che punti a trasferire conoscenze e acquisire competenze in modo orizzontale. Le Academy non sono esclusive a team tecnici ma possono essere considerate anche per dipartimenti che hanno bisogno di capire come interpretare il digitale, così da poter parlare la stessa lingua e collaborare in modo più efficace.

HACKATHON E INIZIATIVE NO-CODE Organizzando hackathon (maratone di coding), si permette ai propri dipendenti, ma anche ad appassionati di coding, di mettersi in gioco e mettere in pratica le proprie competenze in modo creativo. Un’altra iniziativa simile agli hackathon è quella del no-code: un approccio allo sviluppo senza codice che consente a programmatori e non programmatori di creare software tramite interfacce grafiche e configurazione differenti dal metodo tradizionale.

PROGETTI DI CORPORATE ENTREPRENEURSHIP Lanciando progetti di corporate entrepreneurship significa dare spazio allo spirito di imprenditorialità degli sviluppatori per dedicarsi allo sviluppo di nuove idee, che combinate con l’adozione di nuove tecnologie, possono contribuire all’innovazione di prodotti o servizi già esistenti, scoprire nuove opportunità di business, e aumentare di conseguenza l’ingaggio verso l’azienda. 

BONUS: PROMOZIONE DELLE MATERIE STEM NELLE SCUOLE Le aziende hanno l’opportunità di ricoprire un ruolo decisivo nella vita e nelle scelte future dei giovani. Ecco perché molte realtà stanno già partecipando attivamente alla promozione di materie STEM con progetti di Corporate Social Responsibility o collaborazioni con università per corsi di secondo livello. 

 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione tra Codemotion e InTribe.
Codemotion è la piattaforma di riferimento che supporta la crescita professionale degli sviluppatori e aiuta le aziende a connettersi con loro per obiettivi di Tech Adoption ed Employer Branding.
InTribe è l’istituto tecnologico di ricerche di mercato che realizza indagini sugli insight dei consumatori attraverso le Gamified Surveys e che ha lanciato DigitalMatch (https://digitalmatch.eu/) la prima piattaforma digitale che fornisce indagini sui consumatori e i lavoratori, pronte all’uso e immediatamente scaricabili, con approfondimenti sulle generazioni, i personas e i journey.